martedì 25 maggio 2010

CAMPO STUDENTESCO "CYRANO"

"Campo Cyrano" si svolgerà a Sorrento dal 9 all’11 Luglio e deve diventare un’occasione d’incontro per tutti gli studenti d’Italia che vogliono passare tre giorni insieme nella splendida cornice della costa sorrentina e unire la capacità di divertirsi in modo sano e di confrontarsi insieme sul futuro della scuola italiana. Il programma del campo è in via di elaborazione, ma vedrà alternarsi dibattiti politici,momenti di elaborazione artistica e culturale a momenti ludici e di mare.
E’ già in linea il sito del campo all’indirizzo www.campocyrano.it e l’indirizzo campocyrano@gmail.com che vi invito ad utilizzare insieme al numero 06/68817240 per richiedere qualunque informazione. È importante diffondere la notizia del campo fra tutti gli studenti per permettere la partecipazione del maggior numero di persone possibili.
Il costo del campo è di 30€ a testa fino a venti anni e di 45€ per gli altri, che comprendono albergo e pranzo. È possibile prenotare già da ora telefonando direttamente all’agenzia al numero 081/8773586.
Per qualsiasi altra informazione potete contattare Gianfranco Manco al numero 3492766405.
Nel frattempo è necessario iniziare a pubblicizzare il campo, motivo per il quale vi sono già state inviate le locandine dell’evento che è indispensabile affiggere per questi ultimi giorni all’interno delle scuole, e prendere le prime adesioni senza fermarsi ai soli militanti ma coinvolgendo il più possibile tutta la generazione che vive la scuola.

PER IL CATANIA E PROVINCIA POTETE CONTATTARE ANCHE GIORDANO SOTTOSANTI (329 7799302 - giordanosottosanti@live.it) e SALVO MAGGIORE (388 1770364)

Potete consultare anche il gruppo sul facebook "Campo Cyrano"

domenica 23 maggio 2010

"Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola"


A 18 anni dalla Strage di Capaci, il mio pensiero non può che essere rivolto al giudice GIOVANNI FALCONE, la moglie e gli agenti della scorta barbaramente uccisi.


CAMPAGNA ADESIONI AZIONE STUDENTESCA - Coordinamento Calatino

 
Ogni giorno, nella vita, nella società, tra i banchi di scuola!
SOSTIENI ANCHE TU L'ALLEGRA RIBELLIONE!

Anche nella provincia di Catania cresce Azione Studentesca! aiutaci a continuare nel sogno di costruire una Scuola migliore!

Per iscriverti e partecipare puoi contattare:
Salvo MAGGIORE (Ramacca)
Giovanni D'IMME' (Palagonia)
Christopher CIPRIANO (Scordia)
Salvatore LICITRA (Caltagirone)

Enzo EMMA (Caltagirone)
Riccardo MONTONE (Militello)
Peppe MACEDONE (Mineo)
Giordano SOTTOSANTI (Coordinatore del Calatino)

Clicca qui per maggiori info

giovedì 20 maggio 2010

Sulle elezioni universitarie...

ERIO CE L'HA FATTA !

Ricevo e pubblico un testo che potrebbe essere la sintesi di quanto noi tutti stiamo pensando da Catania a Bari, da Napoli e a Palermo:

"Erio ce l'ha fatta. Evviva. Erio ce l'ha fatta perchè, finalmente, nessuno debba vergognarsi di chi lo rappresenta. Erio ce l'ha fatta in una campagna elettorale bella, fatta di manifesti e volantini, ma anche di chilometri in autobus, emozioni fatte di parole ed emozioni raccontate da storie vere, comunità che esistono, soffrono, si confrontano. Erio era lì, a Catania come a Bari, a Napoli e a Palermo. Era lì per raccontare a noi stessi che si può vincere senza svendere sè stessi, che il futuro non deve per forza essere una rinuncia continua a porzioni della propria identità. Erio è stata la somma non algebrica di tante storie e ha vinto contro un'idea dell'organizzazione universitaria sradicata e pericolosa. Erio e i suoi fratelli ci hanno creduto con forza, dall'inizio, senza timori o paure, fieri di incedere sotto i malevoli sguardi. Erio è un bravo ragazzo. MAI avremmo creduto di doverlo sottolineare con forza e convinzione. Erio è stata una sintesi diventata osmosi, militanza politica versus galoppinismo e calcolo, passione pura e radicamento negli Atenei. Erio non ha avuto bisogno di chiedere, ha smesso di essere IO per diventare NOI. Essenza pura di una comunità che esiste e non resiste semplicemente. Erio non ha bisogno di dire grazie, deve solo rimboccarsi le maniche e ricordare ogni giorno a se stesso che da oggi è responsabile del futuro della sua comunità e d tutta la popolazione universitaria che rappresenterà. Erio dovrà essere inclusivo verso coloro i quali condividono questa idea del mondo giovanile e universitario e non fare prigionieri nel campo dell'arrivismo, dell'individualismo, degli abbracci pericolosi, dell'ipocrisia al servizio della politica. Erio dovrà essere gioia pura. Questa è la NOSTRA Università. Evviva."

FILIPPO CATANIA (Ramacca) ELETTO AL SENATO ACCADEMICO
Mi sento di rivolgere un augurio particolare anche a Filippo Catania, in quanto mio compaesano, eletto al Senato Accademico. Anche se veniamo da storie e culture politiche diverse, sono sicuro che Filippo saprà perfettamente rappresentare e tutelare le istanze deigli studenti universitari. Il fatto che sia di Ramacca poi, deve rappresentare un vanto per tutto il nostro paese. A lui vanno dunque i miei più sinceri auguri di buon lavoro.

domenica 9 maggio 2010

"La mafia è una montagna di merda"


 
Un pensiero doveroso anche per Aldo Moro e gli uomini della sua scorta, barbaramente assassinati dalle Brigate Rosse

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Maria di Roma, alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all'incrocio tra via Mario Fani e Via Stresa. In pochi secondi, i terroristi uccisero i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel baule posteriore di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, emblematicamente vicina sia a Piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista italiano).

 

sabato 17 aprile 2010

Quella "differenza" non solo politica

Ci sono parole magari in disuso, che però hanno ancora tanto senso

di Filippo Rossi - Non sappiamo come andrà a finire lo scontro politico tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. E sinceramente poco ce ne importa. Poco ce ne importa perché, comunque vada a finire, sia che nascano i gruppi parlamentari di Pdl-Italia sia che il premier sappia rispondere alle questioni politiche poste dal presidente della Camera, il dado comunque è tratto. Al di là dei resoconti dei quotidiani, infatti, ieri non è andato in onda un ennesimo battibecco politico degno di una puntata di Porta a Porta o Anno Zero: quella è solo l’apparenza, descritta alla perfezione dai cronisti parlamentari. No, oltre alle discussioni – importantissime, intendiamoci – su strategia e tattica, su democrazia interna, sullo strapotere della Lega, su coordinatori, vice coordinatori, poltrone e strapuntini, sui numeri della politica, insomma, c’è dell’altro, c’è molto altro. C’è qualcosa, forse d’impalpabile, che, però, alla fine dei conti fa davvero la differenza, qualcosa che può spiegare quello che sta succedendo meglio di retroscena legati indissolubilmente alla cronaca di queste ore. Questo qualcosa ha a che vedere con parole magari un po’ in disuso, magari un po’ fuori moda che, però, hanno – ne siamo convinti – ancora un senso per la maggioranza assoluta degli italiani. Le buttiamo là alla rinfusa proprio per la loro importantissima impalpabilità. Parole come decoro, come serietà, come integrità, come legalità. Parole come sobrietà. Come stile. E come moderazione. Parole come dialogo e come pacatezza. Parole come altruismo e condivisione. Parole come libertà. E come dignità. E come responsabilità. Parole come partecipazione. E come cultura. Parole, anche, come patria. Parole come Italia. E come rispetto. E parole come democrazia. Come umanità. Come bellezza. Come doveri. E come diritti. Come onestà. E come laicità. E come accoglienza. Come comunità. Come integrazione. Parole come futuro. Come fatica. Come lavoro. Come amore. Come speranza e come prospettiva. Parole come utilità. E come felicità. Sono tante e altrettante potrebbero essere. Parole impalpabili che, però, segnano una differenza culturale prima che politica. Una differenza tra due modi di pensare la politica. Di agire in politica. Una differenza tra chi, almeno così sembra, considera il potere una cosa privata, fine a se stessa, senza ideali, senza contenuti, senza obiettivi, e chi lo considera al servizio dei cittadini, al servizio del paese. Una differenza tra chi cerca di dare un senso a quelle parole e chi, invece, le utilizza solo come vuota retorica. Ecco, forse è questa la differenza più importante: dare o no un senso alle parole, considerarle o no scatole da riempire con quello che più fa comodo. Il pericolo del relativismo è tutto qui: non dare significato a quello che un significato ce l’ha eccome; urlare slogan senza dargli né un corpo né un’anima.

Senza capire questa differenza, nessuno può comprendere quello che sta succedendo in questi giorni, in queste ore. Senza capire questa alterità, quel che sta succedendo può apparire solo un gioco politico, un gioco di potere. Ma non è così: c’è dell’altro. Molto altro. E tantissimi italiani, a destra come a sinistra, l’hanno capito.

Dall'appiattimento ci rimette tutto il Pdl

Il partito più grande del dopoguerra non può non essere plurale


di Filippo Facci - Ci fosse un cane che, invece di fare la mera conta dei deputati e dei senatori, avesse anche voglia di discutere se le ragioni addotte al divorzio Fini-Berlusconi abbiano o no qualche fondamento, qualcuno che voglia discutere la ripartizione dei torti e delle ragioni non soltanto sulla base dei rapporti di forza. A me, per esempio, non importa nulla del divorzio in sé, m’importa che probabilmente andrà a catafascio anche il banalissimo assunto secondo il quale il partito più grande del dopoguerra dovrebbe avere delle pluralità al proprio interno, quelle identità che corrispondono alle mille sfumature della società e la cui sintesi, un tempo, era il motore della politica. Detto in termini medici: Fini potrebbe aver torto nella terapia, e magari andarsi presto a schiantare: ma la sua diagnosi è proprio tutta sbagliata? Sicuri che i problemi da lui posti siano soltanto dei pretesti per reclamare fette più generose di potere?

È in tal senso che si può, secondo me, essere “finiani senza Fini”, e guardare con simpatia al sommovimento che aveva creato: anche se non si aveva nulla a che spartire col suo retroterra culturale, col suo passato, con le sue metamorfosi. L’amplissimo centrodestra italiano, del resto, non è diviso solo tra berlusconiani e finiani, non porta soltanto i mocassini e le giacche berlusconiane in alternativa al maledetto “cachemire” che si tende a immaginare su chiunque appaia diverso dall’archetipo che ci piace.

Io non so se Fini corrisponda a un socialismo tricolore, a una destra europea o dei diritti o delle istituzioni; so che qualcosa però si muoveva, mentre dall’altra parte c’è Berlusconi e basta. C’è lui, che non è poco, ma oltre a lui ci sono solo i suoi yesman, i suoi oligarchi eletti con voti di lista, il Porcellum, la selezione per casting, i pigia-bottoni del Parlamento, e tanta, troppa gente euforizzata dal potere e disposta perciò a sostenere ogni cosa e pronta a obiettare che «il popolo lo vuole», anche se magari non è vero, lo vuole Tizio, lo vuole Caio, lo vuole la Lega, lo vuole il Vaticano. C’è Berlusconi e sempre sia lodato, ma, a strascico, c’è anche un partito con organismi fittizi, un ufficio di presidenza pressoché inesistente, una direzione nazionale mai convocata, nessuna discussione che faccia da base all’intuizione fulminea del leader. C’è un ex movimento liberale di massa che ha ceduto il posto a una linea clericale – per fare l’esempio più facile – la quale però non è mai stata deliberata, discussa, ufficialmente decisa. C’è una truppa in panico da ricollocazione che liquida con arroganza ogni dubbio vedendolo come debolezza, gente che in mancanza d’altro ha nella fedeltà a Berlusconi la sola stella polare. Quindici anni di elaborazione del centrodestra, nato con Berlusconi, hanno dato questo: Berlusconi. L’assioma contiene tutti i pregi e i difetti del caso.

Ma, ripeto, il centrodestra non è diviso soltanto tra finiani e berlusconiani: ce n’è anche una parte – ampia, laica anche quando cattolica – che è sempre stata al posto giusto e non ha neppure avuto bisogno di innovarsi, questo mentre altri, a destra e a sinistra, annegavano nella rispettiva brodaglia ideologica. È gente che votava il pentapartito e oggi vota Pdl, non c’è dubbio: ma la loro, in mancanza d’altro, dopo 15 anni, resta una delega rilasciata pressoché in bianco. La sera, in televisione, vedono Sandro Bondi o Maurizio Gasparri e si chiedono se li rappresenti: non per antipatia, ma perché non ne possono più del ring e dell’eterno referendum su Berlusconi. Forse, chissà: tra loro ci sono anche i tanti o tantissimi che alle regionali non sono andati a votare.

Molti berlusconiani non pensano che ci sia un universo a nome del quale Gianfranco Fini ha costruito un potere: pensano che ci sia un’aspirazione di potere dietro la quale Fini ha costruito un finto universo. E tutto può essere, la decrittazione immaginifica dei finiani – fatta perlopiù da sinistra – non mi entusiasma: ma i finiani esistono, come tanti altri, ed esistono a fronte di un Pdl che doveva o poteva essere, date le sue dimensioni, come un crogiolo: ma che nei fatti, come si è visto, non fonde, bensì scarta, seleziona, esclude a seconda delle stagioni. In questa stagione il Pdl sta appaltando la propria identità a chi ha il merito di averne una: una Lega. È la cosa migliore? Può darsi anche questo. Ma domani?

In attesa di saperlo, il Pdl è un partito plebiscitario con venature populiste. Lo è perché lo si vuole così. Non ha un progetto per cui chiede voti, ma chiede voti per elaborare un progetto. Meno male che Silvio c’è. Meno male che Tremonti c’è. Eccetera. Questo non piace a tutti, e Fini su questo sfondo è divenuto il reagente di tutte le contraddizioni, lo sfiatatoio di apnee che forse duravano da troppo tempo. A molti interessa solo fare la conta, a me interessa che l’ennesima identità, quale che sia, andrà probabilmente annacquata. È davvero un peccato.

17 aprile 2010

Pubblicato su Libero di oggi

giovedì 15 aprile 2010

MEMENTO

IL ROGO
Arrivarono in tre la notte del 16 aprile 1973, avevano una tanica di benzina. Arrivarono alle case popolari di Primavalle, un appartamento del terzo piano, era la casa di Mario Mattei, esponente romano del MSI. Versarono la tanica e appiccarono il fuoco, in quella casa viveva una famiglia “fascista”, e in quanto tale, doveva morire. L’incendio divampò e distrusse rapidamente tutto l’appartamento. Annamaria, moglie di Mattei, riuscì a portare in salvo i due figli più piccoli Antonella di 9 anni e Giampaolo, di 3 anni, gettadosi giù. Lucia, di 15 anni, aiutata dal padre Mario si calò nel balconcino del secondo piano e da li si buttò sotto salvandosi assieme al padre. Silvia, 19 anni, si gettò dalla veranda della cucina e riportò incredibilmente solo qualche frattura.

Due dei figli non riuscirono a salvarsi. Virgilio, 22 anni, e il fratellino Stefano, 10 anni, morirono arsi vivi nel balcone di fronte alla folla che si era radunata sotto l’appartamento e assisteva impotente al lento spegnersi di Virgilio che sino all’ultimo tentava di proteggere con il suo corpo il fratellino più piccolo. Stefano si spense poco dopo, accasciandosi dopo che il fratello maggiore, che lo teneva stretto a se, perse le ultime forze.

LE INDAGINI
Le indagini seguirono piste che portarono ai movimenti extraparlamentari di sinistra, concentrandosi su esponenti di “Potere Operaio”. Il 18 aprile fu arrestato Achille Lollo come presunto responsabile. In seguito furono in tre ad essere rinviati a giudizio: Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo.
Il processo di primo grado iniziò il 24 febbraio 1975, a quasi due anni dal rogo. Inizialmente l'accusa ipotizzata fu di strage e la pubblica accusa richiese la pena dell'ergastolo. Si concluse con l'assoluzione per insufficienza di prove degli imputati dalle accuse di incendio doloso e omicidio colposo. In secondo grado, Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo, furono condannati a 18 anni di carcere per, ma per omicidio preterintenzionale e non per strage.
Achille Lollo, rilasciato in attesa di processo d'appello, fuggì in Brasile. Manlio Grillo si rifugiò invece in Nicaragua grazie alla complicità, di cui aveva goduto anche il Lollo, di Oreste Scalzone. Marino Clavo tuttora non risulta rintracciabile. La pena è stata dichiarata estinta dalla Corte di Appello di Roma per intervenuta prescrizione, su istanza dell’avvocato Francesco Romeo, difensore di Marino Clavo.

Nel 2005 ci sono state varie interviste che hanno portato a una riapertura dei fascicoli.
• il 10 febbraio il "Corriere della Sera" pubblicò un'intervista ad Achille Lollo in cui questi ammise la colpevolezza propria e degli altri due condannati insieme a lui, aggiungendo molti particolari.
Il maggior elemento di novità fu l'affermazione che a partecipare all'attentato furono in sei, i tre condannati più altri tre di cui Lollo fece i nomi: Paolo Gaeta, Diana Perrone e Elisabetta Lecco. Inoltre ammise di aver ricevuto aiuti dall'organizzazione per fuggire. Lollo tuttora vive in Brasile dove si è dichiarato rifugiato politico (status non riconosciuto dalle autorità locali).
• il 12 febbraio Oreste Scalzone, a quel tempo dirigente di Potere Operaio, rilasciò sul caso una intervista a RaiNews24 in cui dichiarò di aver aiutato due colpevoli a fuggire.
• il 13 febbraio Franco Piperno, all'epoca dei fatti Segretario nazionale di Potere Operaio, in una intervista su la Repubblica confermò anch'egli che il vertice di Potere Operaio fu informato di tutto, seppur solo dopo i l'avvenimento dei fatti.
• Il 17 febbraio anche Manlio Grillo ammise per la prima volta in una intervista pubblicata su La Repubblica, nelle modalità indicate nella sentenza di condanna, senza modifiche, la propria responsabilità. Ammise anche aiuti dall'organizzazione per fuggire.
Nell'ottobre del 2006 affermerà che la cellula terrorista di cui faceva parte era legata alle Brigate Rosse.
• Lanfranco Pace, a quel tempo dirigente di Potere Operaio a Roma, ha risposto anch'egli a domande in una intervista.

Tutti gli organizzatori, esecutori e comprimari della strage finora identificati sono a piede libero e taluni svolgono compiti di rilievo nell'informazione pubblica e della pubblicistica (Pace, Morucci, Piperno, Scalzone, Grillo); altri sono tuttora latitanti all'estero (Lollo); altri non sono rintracciabili (Clavo).
Stefano e Virgilio Mattei attendono ancora che venga fatta giustizia.



E Raimondo Vianello difese i giovani di Salò

MILANO - "Non rinnego ne' Salo', ne' Sanremo". Questo il titolo di un'intervista a Raimondo Vianello sul settimanale "Lo Stato" (oggi in edicola) diretto da Marcello Veneziani. Lo show - man parla del Festival di Sanremo, di televisione. Poi la domanda politica: "Che ne pensa del revisionismo storico di Fini sulla Repubblica di Salo' alla quale lei aderi'?". Replica Vianello: "I giovani che sono andati a Salo' erano spinti dall'idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, gia' la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Si puo' dire che il fascismo e' stato un regime dittatoriale anche perche' imborghesendosi ha tradito le sue origini socialiste, mentre a Salo' si tento' di dare nuove norme sociali partendo gia' dal nome Repubblica sociale. Quei giovani dovrebbero essere piu' rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Morti ce ne sono stati da tutte e due le parti, ma chi e' andato su, sapeva di finire male. Non va abiurato". Una parte di questa dichiarazione e' stata, ieri, anticipata dalle agenzie. E Vianello si stupisce. Al Corriere commenta: "Non mi pare di aver dichiarato nulla di sconvolgente. Ho voluto solo dire che molti giovani sono andati a Salo' in buona fede, solo per tener fede alla parola. Non per vincere la guerra, ma perche' avevano degli ideali. Per questo vanno rispettati. Cio' che invece va rinnegata e' l'esperienza di regime, la dittatura". "Del resto - conclude Vianello - perfino il Presidente della Camera Violante ha lanciato un messaggio di apertura e distensione verso la questione Salo'. Disse proprio: "Nella lacerazione fascismo - antifascismo deve restare l'identita' degli uni e degli altri, pero' gli eredi di entrambi devono avere oggi un atteggiamento reciproco molto rispettoso. Non bisogna usare la memoria vendicativa come arma contro i nemici di ieri o i loro eredi di oggi".

14 aprile 2004 - 14 aprile 2010



"Vi faccio vedere come muore un italiano" -
Per non dimenticare Fabrizio Quattrocchi






A-DIO GRANDE UOMO E GRANDE PAPA


mercoledì 31 marzo 2010

Ventesima Sagra del Carciofo - Carciofo Fest

Dal 9 all’11 Aprile prenderà vita una interpretazione, nuova, magistrale ed internazionale attraverso un calendario di appuntamenti ricco di incontri (dibattiti e seminari con relatori di livello europeo), eventi culturali, spettacoli musicali, e tante, tantissime gradevoli sorprese (cito per tutti: Salvo La Rosa, Paolo Meneguzzi, Rosario Todaro, Kledi Kadiu, Comici di Zelig, Carlo Kaneba…).

giovedì 25 marzo 2010

Governo dei Giovani: Meloni, ecco i numeri

LAVORO E OPPORTUNITA' OCCUPAZIOALI. Con uno stanziamento di 9 miliardi abbiamo garantito una forma solida di tutela a 5 milioni 300 mila persone, per lo più giovani dipendenti delle piccole imprese e degli studi professionali, apprendisti, lavoratori interinali, cocopro. Fare impresa. Spesso sono le idee che mancano, ma il sostegno e le informazioni necessarie, o l’investimento iniziale. A queste esigenze hanno risposto due bandi del ministero della Gioventù, ovvero quello destinato alle associazioni studentesche per aprire spazi di consulenza all’avvio di impresa nelle università e il bando giovani protagonisti, che con 15 milioni di euro finanzia progetti presentati da giovani fino a 35 anni. Il progetto “Rinascimento Verde” del ministro Zaia prevede la creazione di 6.000 nuovi posti di lavoro in imprese agricole assegnando ai giovani agricoltori i terreni di proprietà demaniale. 1.000 imprese per 6.000 giovani coinvolti. In tema di lavoro, abbiamo ricostruito il rapporto tra sistema della formazione e mondo del lavoro. E’ quello che abbiamo fatto con l’esperimento del Global Village Campus. 600 tra i migliori laureati italiani hanno partecipato per una settimana a una esperienza unica di formazione, orientamento e incontro con le più importanti aziende italiane ed estere. Per fare orientamento, per dimostrare ai ragazzi più meritevoli che lo Stato crede in loro e per mostrare alle imprese il livello di eccellenza di questa generazione. Il progetto ha avuto un successo insperato, la gran parte dei ragazzi è stata contatta dalle aziende partecipanti, e per questo motivo il programma verrà replicato di anno in anno e coinvolgerà presto almeno 10mila neolaureati nelle diverse università italiane.

CASA. Sono particolarmente fiera del fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa del Ministero della Gioventù: 24 milioni di euro per offrire le garanzie bancarie necessarie ad accendere un mutuo ai giovani sotto i 35 anni che abbiano la maggior parte del reddito derivante da contratti atipici o a tempo determinato. Anche il Piano casa ha un’attenzione specifica ai giovani (studenti fuori sede e giovani coppie sono per la prima volta tra le primissime categorie che hanno diritto ad usufruirne). In cinque anni, grazie allo stanziamento di 550 milioni di euro, se tutti gli attori coinvolti faranno quel che ci si aspetta, vedranno la luce 100mila nuove case popolari, e di altre abitazioni a prezzi sociali. C’è poi il Fondo affitti per gli Under 30: il governo ha aumentato di 20 milioni il fondo nazionale per il sostegno dell’affitto, che aiuta i nuclei familiari a basso reddito, e in particolar modo chi ha meno di 30 anni, che può contare su uno sconto più consistente rispetto alle altre fasce.

ISTRUZIONE. Il merito, prima di tutto: 135 milioni per borse di studio destinate a 180mila studenti. Questi numeri vogliono dire che per la prima volta nella storia della Repubblica tutti i giovani che hanno diritto ad una borsa di studio potranno effettivamente conseguirla. E siccome gli studenti universitari sono in tutto circa 1milione e 7 mila, significa che più di uno studente su 10, quando lo merita, vive il suo percorso universitario grazie al riconoscimento del proprio merito. In Italia ci sono circa 410mila studenti universitari fuorisede che hanno visto e vedranno la loro vita studentesca migliorata dallo stanziamento di circa 80 milioni tra quelli destinati dal Miur alle residenze universitarie e quelli messi a disposizione dal ministero della Gioventù insieme all’Anci per le città universitarie.

RICERCA. Siamo stati accusati per i presunti tagli ai fondi alla ricerca scientifica. Vorrei ricordare i 500 milioni destinati alla ricerca di qualità e che grazie al decreto 180 e al parziale sblocco del turn over sono stati assunti oltre 4mila giovani ricercatori, mentre altri 950 sono stati assunti o hanno ricevuto la borsa di studio grazie al bando per la ricerca di qualità da 101 milioni di euro. Inoltre, i fondi per l’eccellenza della ricerca sono destinati almeno per il 25% agli under 40, in modo da sostenere i giovani ricercatori d’avanguardia, e che molto si è lavorato per svecchiare le università abbassando l’età in cui si entra in ruolo da 36 a 30 anni e aumentando gli stipendi di ingresso da 1300 a 2100 euro.

INTERNET. Non solo gli 800 milioni previsti per la Banda Larga: 1. Sono già stati sbloccati dal ministero dell’agricoltura 154 milioni di euro destinati alla banda larga nelle aree rurali; 2. L’ultimo CdM ha approvato lo stanziamento di 20 milioni di euro per l’incentivo di Internet veloce per i giovani, che riguarderà oltre 400mila ragazzi. 3. Una lunga menzione meriterebbe il piano e-gov 2012 del ministro Brunetta: 1.380 milioni di euro su oltre 80 progetti di investimento tecnologico per migliorare i servizi offerti da Stato, Istituzioni, Pubblica amministrazione, scuola. Potremmo citare i 12 milioni di euro stanziati alle tre università Romane per il wi-fi e per il progetto “Università Digitale”.

AGENZIA PER LA PROMOZIONE DEL TALENTO GIOVANILE. Ci siamo posti come una vera e propria agenzia di promozione del talento giovanile, esattamente come il governo nel complesso lavora per la promozione del made in Italy. Ad esempio: Young blood, il volume che raccoglie 190 storie di giovani italiani che, nel solo 2008, hanno vinto un premio di livello internazionale nei diversi settori della creatività,e che noi abbiamo inviato a tutte le aziende che operano in quei settori e a tutti i mecenati d’Italia. La rete dei Festival aperti ai giovani, che ha visto la partecipazione di più di 500mila giovani e l’impegno diretto nei laboratori di oltre 1.500 ragazzi.

PROTAGONISMO GENERAZIONALE: COINVOLGIMENTO DI GIOVANI E ASSOCIAZIONI DI GIOVANI. E’ così nel caso delle Comunità Giovanili, la cui legge è ora in parlamento e che prevede la partecipazione a tutti i livelli ideativi e amministrativi di ragazzi al di sotto di 35 anni.E’ il caso del bando Giovani Protagonisti, ed è così per il bando Giovani energie in comune, portato avanti in collaborazione con l’ANCI, che vede la partecipazione di centinaia di associazioni in 668 comuni coinvolti (contro i circa 200 che erano stati coinvolti, con le stesse risorse, nel biennio 2007-2008). E’ così per il Bando sulle iniziative di prevenzione alle stragi del sabato sera, nel quale sono stati impegnati 4,5 milioni di euro per sostenere il lavoro delle associazioni. L’iniziativa coinvolge direttamente più di 1 milione di giovani, e una possibile ricaduta in termini di diffusione degli effetti delle attività su circa 7,5 milioni di persone.

venerdì 5 marzo 2010

Tornei di "Wii Sports" e "Texas hold'em"

La storica sezione di Azione Giovani-Giovane Italia di Via Giusti a Ramacca, organizza tornei di "Wii Sports" e "Texas hold'em". L’iscrizione ai tornei costa 5 euro per i non tesserati. E’ gratuita invece per chi è iscritto o per chi si tessera (costo tessera 10 euro).

Sono previsti premi

Inoltre i tesserati potranno usufruire GRATUITAMENTE e PER TUTTO L’ANNO dei locali della sede di Via Giusti, dotati di televisione, dvd, calcetto balilla, pc con collegamento internet, videogiochi e usufruiranno di importanti sconti su tutte le future iniziative.

sabato 27 febbraio 2010

E' morto Enzo Fragalà, due giorni dopo la vile aggressione subìta.

Augurandomi che venga fatta giustizia, esprimo il mio cordoglio alla famiglia di Enzo Fragalà.
Il 24 febbraio scorso, Fregalà venne aggredito all'uscita del suo studio di avvocato e gravemente ferito a bastonate. Soccorso da un collega, le sue condizioni apparsero subito gravi: è morto ieri, 26 febbraio 2010, dopo due giorni di coma.

Enzo Fragalà (Catania, 3 agosto 1948 - Palermo 26 febbraio 2010)- all'anagrafe Vincenzo Fragalà - era un avvocato e politico italiano.
Fragalà, che fu anche docente di diritto penale dell'Università degli studi di Palermo, nella sua professione di avvocato penalista ha spesso avuto a che fare con processi importanti anche riguardanti associazione mafiosa.

Riposi in pace.

Movimentismo a destra? C'è già (senza "Promotori")

di Isabella Bacci dal Secolo d'Italia
È online il sito dei "Promotori della libertà", la nuova organizzazione aggregativa di Michela Brambilla che farà capo direttamente a Silvio Berlusconi per «recuperare lo spirito originario» della sua avventura politica. Un po' pretoriani un po' pasdaran, accolti dall'ala dei fedelissimi con entusiasmo («Berlusconi ribalta il Pdl», titolava ieri il Giornale) i Promotori dovrebbero costituire lo zoccolo duro della militanza berlusconiana, l'"esercito del bene" che con «la sua azione sul territorio dovrà fare in modo che il Pdl diventi un grande, grande, grande partito». Per adesso l'armata della Brambilla è virtuale, così come lo furono in passato i suoi Circoli della Libertà, che spaccarono Forza Italia e «sul territorio» si videro pochino. Ma è indubbio che nel Popolo della libertà la questione dell'impegno "di base" esista e, finora, sia stata affrontata troppo sommariamente all'interno, tantoché proliferano in tutte le grandi città forme associative spontanee, vicine al centrodestra ma non inquadrate nel partito e spesso critiche verso i suoi dirigenti, che producono centinaia di "eventi" ogni giorno e coinvolgono migliaia di quelli che una volta sarebbero stati chiamati militanti e adesso non si sa più come definire, visto che in molti casi non hanno in tasca nessuna tessera.
«Ragazzi e adulti si avvicinano a noi perché abbiamo uno spirito movimentista e una grande libertà culturale, che nei partiti organizzati non c'è»: Giuliano Castellino, con GENS ROMANA, a Roma guida una rete con una decina di sedi e almeno trecento frequentatori "fissi". Il suo gruppo è un po' in competizione con la realtà di CASAPOUND, più antica e strutturata a livello nazionale, più lontana dal Pdl ma comunque impegnata, in questa fase, nella campagna elettorale per Renata Polverini: un migliaio di aderenti "in carne e ossa" (non on line), quattromila simpatizzanti portati all'ultimo concerto ad Area 19, trentamila voti nelle scuole romane con il Blocco Studentesco. Tutta gente che ama la politica, vuole fare politica e non ne trova abbastanza nei partiti organizzati.
Ma non c'è solo Roma. A Firenze, nella vecchia sede della federazione di An, sta crescendo la realtà di CASAGGI', una sorta di centro sociale di destra che produce attività quotidiane di ogni genere: dai concerti di band emergenti alle feste studentesche, dai laboratori artistici agli incontri nella pizzeria autogestita, dalle aule studio per gli universitari alla biblioteca popolare, dalle conferenze alle manifestazioni di piazza.
Marco Scatarzi, responsabile della struttura, spiega: «Rispondiamo alla domanda di aggregazione giovanile, di discussione, di azione politica in senso lato. La qualità dell'impegno di chi frequenta è simile a quella della vecchia militanza, ma le modalità sono molto diverse. Gestiamo un bar interno con cucina, uno spazio adibito a palestra, un punto vendita di vestiario e materiale musicale, uno spazio web, una videoteca aggiornata e anche l'archivio storico nazionale del Fronte della Gioventù, molto consultato e ricco». A Casaggì si fanno cineforum, corsi di autodifesa, attività gratuite aperte alla gente del quartiere come lo "sportello sos" per l'emergenza abitativa e l'aiuto solidale. C'è un gruppo ambientalista e uno di volontariato sociale, ragazzi che danno ripetizioni gratuite, corsi di informatica, di pittura e di chitarra. Tutto autogestito e autofinanziato.
E la politica, dov'è? «Dappertutto, forse più qui che nelle classiche strutture di partito», risponde Francesco Torselli consigliere comunale di Firenze del Pdl e fondatore del centro sociale. Oltre a lui il gruppo esprime tre consiglieri circoscrizionali a Firenze, due consiglieri comunali a Sesto Fiorentino, uno a Scandicci, uno a Impruneta e uno a San Piero a Sieve, oltreché tre dei quattro eletti della destra negli organi universitari di Firenze. «Guardiamo con interesse - spiega Torselli - all'elaborazione di Gianfranco Fini, che rappresenta una destra moderna e all'avanguardia, capace confrontarsi alla pari con tutte le forze politiche. Di lui ci piace soprattutto lo sguardo rivolto al futuro, perché tutti noi dovremmo pensare al futuro del Popolo della libertà. Non possiamo accettare la logica del "dopo Berlusconi il niente". Il presidente Berlusconi ha avuto il grandissimo merito di guidare il paese attraverso un quindicennio tra i più difficoltosi degli ultimo cinquant'anni, ma i partiti devono essere in grado di rinnovarsi e di sopravvivere agli uomini».
Nata il 18 ottobre 2006, Casaggì sta "espandendosi" a Prato, in Versilia, a Siena e ad Arezzo. «Da una sede di AZIONE GIOVANI- spiega Luca Perdetti, responsabile della struttura della Versilia - abbiamo creato uno spazio aggregativi per i giovani. Attraverso l'autofinanziamento nella nostra sede abbiamo creato una sala giochi, un negozio di magliette, sale studio con archivio storico. Organizziamo manifestazioni e concerti. I rapporti con il Pdl sono ottimi e stiamo ampliando la nostra collaborazione anche con le realtà presenti sul nostro territorio come la Versiliana e la Fondazione Pucciniana».
Insomma, senza tanti squilli di tromba il "movimentismo" della destra sul territorio si sta già organizzando da un pezzo, in rapporto dialettico con la struttura ufficiale del partito ma con un ruolo crescente nelle dinamiche interne. In particolare in questa fase di campagna regionale, "i ragazzi", serbatoio indispensabile per tenere aperti i gazebo e i comitati elettorali, per riempire le piazze e sorvegliare i seggi, si trovano lì. Non saranno "l'esercito del bene" come i Promotori della Brambilla, ma esistono in carne e ossa. Sono reperibili e mobilitabili. E costituiscono, spesso, l'unico polmone dell'iniziativa politico-culturale nelle città. A Catania i cento ragazzi dello spazio libero CERVANTES, una scuola abbandonata e occupata al Cibali, il quartiere dello stadio, organizzano presentazioni di libri e dibattiti sui diritti civili, suonano, gestiscono una palestra attrezzatissima e una libreria popolare. Sulle magliette che stampano per autofinanziamento si legge "Nessun limite eccetto il cielo" e il loro logo è un Don Chisciotte stilizzato. La parola chiave è movimentismo. Il sentimento di base è la delusione per l'offerta dei partiti tradizionali. «Il progetto Cervantes - spiega il fondatore Gaetano Fatuzzo, 27 anni - nasce da un gruppo di amici provenienti da esperienze nel centrodestra, sotto diverse sigle e bandiere. Tutti scontenti dell'approccio burocratico alla politica, tutti in cerca di una dimensione progettuale più ampia, non limitata agli obbiettivi elettorali». In più, a Catania, c'era il tema della riqualificazione di una città bellissima e abbandonata, l'idea di impegnarsi contro il degrado, l'incuria, la fatiscenza. «La scuola che abbiamo occupato era abbandonata da anni, un falansterio. L'abbiamo ristrutturata, immaginando un'oasi di cultura, solidarietà, libertà. Il prossimo 9 aprile festeggeremo il primo anno di attività, con un bilancio assolutamente positivo: siamo diventati una delle realtà giovanili più importanti in città». E i rapporti con il Pdl? Ottimi, giura Fatuzzo. Anche perché gli obbiettivi sono decisamente diversi «e anche loro hanno capito che non siamo in competizione». Ma perché il partito non riesce a "tenere in casa" questo desiderio di impegno? Perché a Roma, a Firenze, a Catania (ma anche in tante altre città) sfonda il modello del "centro sociale"? «Purtroppo - risponde Fatuzzo - il fulcro dell'attività dei partiti sono le elezioni, ogni attività è legata alla dimensione elettorale. E questo non può bastare a chi crede alla politica come strumento di trasformazione del reale, come progetto, al limite come sogno. Il che non significa che noi combattiamo contro i mulini a vento. In campagna elettorale talvolta abbiamo i nostri candidati, talvolta sosteniamo i candidati della GIOVANE ITALIA. Ma facciamo anche altro. Anzi, soprattutto altro».
Ascoltando Fatuzzo, Torselli, Castellino e gli altri si capisce che il movimentismo sul territorio è una categoria già ampiamente esplorata dalla destra, magari in modo poco visibile sui grandi media e in tv ma tutt'altro che "virtuale". Chissà che la Brambilla non possa trovare ispirazione...

mercoledì 10 febbraio 2010

9 Febbraio 1983 - 9 febbraio 2010: Nel nome di Di Nella la nostra battaglia per le Comunità Giovanili

(AGI) – Roma, 9 feb. – Il Ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, stamani nel parco di Villa Chigi, hanno deposto due corone d’alloro ai piedi della targa che ricorda Paolo Di Nella, il giovane militante del Fronte della Gioventu’, morto a seguito di un aggressione di cui fu vittima nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1983. “Il rischio della violenza politica non e’ mai completamente superato – ha sottolineato Meloni – e bisogna quindi vigilare perche’ considerare l’avversario come un nemico e’ un leit-motiv purtroppo ancora presente nel nostro dibattito politico”. Il ministro ha poi fatto un richiamo “al dovere di distinguere gli uomini e le donne che hanno dimostrato responsabilita’: penso a Walter Veltroni, che fu il primo ad inaugurare questa targa, e a Fausto Bertinotti, che contro l’opinione del suo partito venne a parlare ai giovani di An”.
Il ricordo di Alemanno e’ piu’ personale di conosceva bene Paolo Di Nella: “eravamo amici strettissimi e avevamo fatto tanta militanza insieme. Quella notte fu drammatica: ci chiamarono e ci dissero che c’era stata un’aggressione. Poi furono i giorni dell’attesa e della commozione”. Il sindaco ha poi evidenziato che “a distanza di 27 anni i colpevoli non si sono ancora trovati”.(AGI)


domenica 7 febbraio 2010

Carnevale 2010 a Ramacca

Colori, maschere, musica ed allegria: il Carnevale da sempre festa preferita dai bambini a Ramacca diventa una gioia anche per i grandi: riti legati al risveglio della vita al ritmo di tanto e tanto divertimento!
Ha una tradizione assai lontana e ben radicata nella storia della nostra citta', il
Carnevale, ecco perche , ogni anno, ritorna come un appuntamento più spensierato che mai con esplosioni di gioia e di divertimento che coinvolgono e contagiano tutti.
Il Carnevale, senza dubbio importante manifestazione folkloristica della citta di Ramacca, si è sempre contraddistinto da tutte le altre manifestazioni simili che si tengono nella zona, per la spontaneità della partecipazione.
In effetti, sono tutti i cittadini, dai più piccoli ai più anziani, nei giorni che precedono le “Ceneri,” che si travestono e si lasciano andare al ritmo di danza per le strade principali del centro cittadino.
Anche quest’anno sarà sicuramente così, ma verificarlo personalmente è l’unico modo per accorgersi che il Carnevale risiede qui, a Ramacca, e non poteva scegliere dimora più congeniale al suo folle e spensierato carattere.

mercoledì 30 dicembre 2009

Nasce sotto una “Buona Stella” la Consulta Giovanile di Ramacca

Quest’anno la stella cometa oltre ad indicare la via per Betlemme ai tre magi Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, ha illuminato anche un altro avvenimento storico per le giovani generazioni.
Come già annunciato qualche giorno addietro, è nata a Ramacca la “Consulta Giovanile”.
Un istituto attraverso il quale l’Amministrazione comunale vorrà essere più vicina al mondo dei giovani e alle loro necessità, creando situazioni di dialogo e di incontro e favorendo la realizzazione di progetti, iniziative, concerti, dibattiti su tutti i temi relativi alla condizione giovanile. L’invito che gli amministratori e il sindaco Giannantonio Malgioglio hanno rivolto ai giovani che hanno deciso e che decideranno di partecipare all’iniziativa, si è concretizzato. Nell'incontro di martedì 29 dicembre, infatti, presso i locali del Centro Sociale di Via Marco Polo, è stato eletto il direttivo della Consulta Giovanile. I venticinque ragazzi presenti, rappresentanti di altrettante associazioni, hanno proclamato come Vice Presidente Salvo Maggiore, come Segretario Gianmarco Lizio, come membri dell’Ufficio di Presidenza Giovanni Caliò, Giusy Bentivegna, Alessandra Lanzafame e Filippo Santamaria. Presente in qualità di Presidente della Consulta l'Assessore alle politiche Giovanili Taddeo Sottosanti. I rappresentanti delle associazioni giovanili hanno indicato, nel dibattito seguito alle votazioni, gli ambiti di maggior interesse tra quelli stabiliti dallo Statuto, ovvero Diritti e solidarietà, Ambiente e territorio, Sport e tempo libero, Cultura e innovazione. Per ogni argomento verranno istituite delle Commissioni di lavoro composte da almeno tre membri per libera adesione, così come previsto dall’art.13 dello Statuto. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 16 gennaio.
Una pagina web dal nome “Consulta Giovanile di Ramacca” sarà attivata su Facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=240444041042). Il social network più famoso del mondo costituirà uno dei mattoni che serviranno per la costruzione di un nuovo modo di immaginare le politiche dei giovani attraverso un organo rappresentativo che dia voce alla nutrita comunità di giovani ramacchesi, un modo rapido e immediato per passare dal virtuale all’impegno reale e concreto.

lunedì 28 dicembre 2009

Parte la Consulta Giovanile di Ramacca

A Ramacca si concretizza la costituzione della Consulta Giovanile grazie alla sensibilità al mondo giovanile dimostrati dall’Amministrazione retta dal Sindaco Giannantonio Malgioglio.
Il progetto per una consulta dei giovani era già stato avviato alla fine del 2007 con l’approvazione, da parte del Consiglio Comunale dello statuto, strumento indispensabile ad un percorso che potesse dare alla città una progettualità concreta nel campo delle politiche giovanili. Un progetto, frutto di un lavoro che va avanti da diversi anni e che è stato un cavallo di battaglia del Sindaco Malgioglio.
L’obiettivo sarà costituire un luogo privilegiato di confronto e dibattito democratico ove raccogliere sollecitazioni e proposte su tutto ciò che può riguardare la condizione giovanile per poi riportarlo al Consiglio Comunale.
La Consulta sarà aperta a tutte le realtà giovanili organizzate sul territorio che desiderino farne parte. In un momento in cui la realtà giovanile è in continuo movimento e le problematiche che la riguardano sono molteplici e complesse, l’Amministrazione ritiene dunque importante e fondamentale il momento di confronto, istituzionalizzando un luogo specifico dove i giovani possono avere la parola sui problemi riguardanti il Comune, assicurando così una formazione alla vita democratica ed alla gestione della vita cittadina. L'istituzione della Consulta Giovanile rappresenta un segnale forte verso i giovani per coinvolgerli profondamente e farli sentire più vicini alla cosa pubblica, più partecipi alla vita politica, più responsabili in quanto portatori di interessi che li riguardano direttamente.

Conclusi i termini per la presentazione delle richieste di partecipazione alla nascente CONSULTA GIOVANILE di Ramacca, tutte le associazioni che avendone fatto richiesta, hanno presentato i relativi statuti sono state ammesse.
L'elenco delle associzioni, che verrà pubblicato anche sul sito del COMUNE DI RAMACCA (www.comune.ramacca.ct.it) è il seguente:
AGESCI, ARA, ALLEANZA SPORTIVA ITALIANA, AZIONE STUDENTESCA, CONSULTA PROVINCIALE STUDENTI, COOPERATIVA SOCIALE S.FRANCESCO DI PAOLA, DECISAMENTE GIOVANI, DESTRA UNIVERSITARIA, DONNE IN AZIONE, ECOSAL, FITNESS CENTER, FORZA E ALLEANZA, GENERAZIONE SONORA, IL GIGANTE, IL POPOLO DEGLI STUDENTI, ALLEANZA UNIVERSITARIA, LA CONTEA, LE TERMOPILI, AZIONE GIOVANI, MAESTRO BRUNO CASTRONUOVO, IL POPOLO DEGLI UNIVERSITARI, NUOVI ORIZZONTI, PRO LOCO, SOLE, LIBERTINIA, TRINACRIA, VISIONE SICULA.

I delagati indicati a rappresentare le Associazioni in seno alla Consulta, sono stati convocati per giorno 29 dicembre per la prima seduta di insediamento.

I GIOVANI WRITERS DI SICILIA RIFANNO IL LOOK ALLA SCUOLA "CAPPUCCINI"

Domenica 27 dicembre 2009 dalle ore 9,00 raduno creativo dei giovani Writers di Sicilia per rifare il look al muro di recinzione di Via Alessandro Volta della Scuola Elementare del quariere "Cappuccini" (Furriato).
Un'idea realizzata in collaborazione con il Comune di Ramacca - Assessorato Cultura e Politiche Giovanili.

sabato 7 novembre 2009

CATANIA. Oltre ogni muro-Concerto Live

Domenica 8 novembre 2009 alle ore 21.00 - Piazza Teatro Massimo, Catania

AZIONE GIOVANI organizza un grande concerto per il ventennale della caduta del Muro di Berlino

HARVESTER, DEFORMAZIONE SUONO, RETICOLO ESSENZIALE, PABLO & GEE e MANTRA suoneranno in Piazza Teatro Massimo. Due ore all'insegna del rock e del metal per tutti i gusti.

Vi aspettiamo numerosi !!!

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"L'avvento dei giovani al potere contro lo spirito parlamentare, burocratico, accademico e pessimista...può dunque, e deve, osare temerariamente!"